Sto cercando di ricapitolare fatti e sensazioni vissuti nei giorni immediatamente precedenti. E il martedì precedente al d-day mi è scoppiata la
crisi-abito. Ne parlai con alcuni amici, quelli che avevano organizzato il mio
secondo addio al nubilato. "Voglio cambiare vestito, il mio non mi piace più, è un sacco di juta dritto, sono sotto pressione, tutti mi chiedono come sarà il mio abito... aiutooooooooo".
Così, anche su loro suggerimento, il giorno successivo
girai per vetrine, entrando persino in un
atelier di abiti da sposa tradizionali vicino al mio ufficio (dove non mi fecero nemmeno entrare... "riceviamo solo su appuntamento") e così andai da
Armani.
"Mi sposo in Comune e volevo vedere cosa avete da propormi...".
"Quando è il matrimonio?".
Se avessi detto "tra quattro giorni" mi avrebbero probabilmente cacciata credendomi pazza, così improvvisai: "Preferisco non dire la data per scaramanzia, comunque sarà caldo...".
Mi fecero provare un
abito da sera bianco, sciccosissimo, tutto tulloso. Mi sembrava di essere vestita da prima comunione...
Il giorno successivo, giovedì 24, tornai nel negozio dove avevo comprato il mio
abito (che poi non è di juta ma di lino beige, con sotoveste di seta) un paio di mesi prima. Non avevamo nemmeno fatto le pubblicazioni... però mi era piaciuto. "Tanto, anche se poi non ci sposiamo, lo posso utilizzare tranquillamente le sere d'estate", mi ero detta.
In vetrina c'era una specie di casacca di lino color panna, che poi mia madre ha ribattezzato "
mantiglia". La titolare del negozio mi riconosce ed esce: "Hai visto questa casacca? Quando mi è arrivata ho pensato proprio a te... è della stessa boutique di Positano del tuo abito". Provata e comprata, anche se non ero molto convinta. Ma ora posso dirlo: ho fatto
la cosa giusta. Infatti il mio abito, forse un po' troppo normale, ha preso un tocco più "matrimoniale", per così dire. Durante il ricevimento, poi, l'ho tolta (faceva troppo caldo) e sulle spalle ho tenuto una stola che avevo comprato assieme all'abito. Così, in pratica, ho sfoggiato un "tre pezzi".
E l'abito l'ho già riutilizzato, una sera in Tunisia.
Costo totale: circa 500 euro. Va mo là!
Credits:
- Namasté, via Castiglione 49/c, Bologna - tel.051.656.97.05
- La Bottega di Brunella, viale Pasitea 72, Positano - tel.089.875.228